martedì, Ottobre 6, 2026
DECRETO FLUSSI 2022-2023DIRITTO DELL'IMMIGRAZIONE

Aumento di 40.000 unità per l’ingresso di lavoratori stranieri in Italia

IL DECRETO FLUSSI 2023 INTEGRATIVO

Il Governo italiano ha recentemente annunciato un aumento di 40.000 quote per l’ingresso di lavoratori stranieri in Italia nel 2023. L’obiettivo è agevolare l’occupazione stagionale nei settori agricolo e turistico-alberghiero. Di seguito, una sintesi dei principali punti contenuti nel decreto flussi integrativo:

Paesi Compresi nel Decreto Flussi

Il decreto riguarda i lavoratori subordinati stagionali non comunitari provenienti da una serie di Paesi, tra cui Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Georgia, Ghana, Giappone, Guatemala, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Perù, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia e Ucraina.

Nuove Quote e Requisiti

L’art. 1 del decreto prevede l’assegnazione di 40.000 nuove quote per il lavoro stagionale nei settori sopra menzionati. Tra queste, 1.000 quote sono riservate a lavoratori non comunitari che abbiano già prestato lavoro subordinato stagionale in Italia almeno una volta nei cinque anni precedenti. Inoltre, il datore di lavoro deve aver presentato richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.

Stesse Regole del Decreto Flussi 2022-2023

Per l’invio delle nuove domande, valgono le stesse regole previste dal decreto flussi 2022-2023. I documenti da allegare alla domanda rimangono invariati. Si sottolinea che, dopo 30 giorni dalla pubblicazione del D.P.C.M. sulla Gazzetta Ufficiale, il nulla osta verrà rilasciato automaticamente e inviato telematicamente anche alle Rappresentanze diplomatiche italiane nei Paesi di origine. Queste ultime dovranno rilasciare il visto di ingresso entro 20 giorni.

Cambiamenti nelle Verifiche

Le verifiche relative alle condizioni contrattuali e alla capacità economica del datore di lavoro non saranno più effettuate dagli Ispettorati Territoriali del Lavoro. Tali verifiche saranno ora eseguite da professionisti come consulenti del lavoro, avvocati o dottori commercialisti ed esperti contabili. In caso di esito positivo, tali professionisti rilasceranno un’asseverazione da allegare alla domanda di decreto flussi.

Conclusione

In conclusione, il decreto flussi integrativo 2023 rappresenta un passo avanti nell’agevolazione dell’occupazione stagionale da parte dei lavoratori stranieri in Italia, con un focus su settori chiave come l’agricoltura e l’ospitalità. Le nuove regole semplificano il processo di richiesta e approvazione delle quote, mentre le verifiche vengono affidate a professionisti qualificati.